Dietro la coltivazione degli ulivi e la raccolta dei loro frutti si cela la passione di Elena Bargiacchi, deus ex machina della nostra attività al Podere La Croce, il nostro personale orto di Reggello, magnifica location sulle colline toscane a pochi chilometri da Firenze.

Abbiamo deciso di fare due chiacchiere con lei, per svelarvi il segreto del nostro olio d’oliva extravergine biologico e dei prodotti e dei sapori che in questi anni hanno fatto la fortuna del nostro ristorante biologico nel centro di Firenze.

Elena, innanzitutto, come è andata la raccolta quest’anno?
Se ne è andata con le consuete giornate spese a raccogliere olive in compagnia di tutti i componenti della nostra famiglia, spesso a mano, aiutandoci ancora una volta l’uno con l’altro. Un’occasione autentica per ritrovarsi insieme tra le braccia della natura e condividere qualcosa di unico.

Per te questo è un periodo molto intenso.
La raccolta delle olive è un momento impegnativo, al quale dedico gran parte delle mie energie, distribuite tra la raccolta stessa alla luce del giorno e il trasporto serale delle olive ai frantoi, dove, nella notte, inizia la spremitura. Almeno tre o quattro volte alla settimana.

ristorante bio firenze centro

Segui personalmente il processo immagino.
Assolutamente sì, questo è il frutto del mio lavoro e devo accertarmi che tutto si svolga al meglio. Stare sveglia la notte e riprendere la raccolta alle 8 del mattino non è facile, ma l’oliva va raccolta e spremuta subito, pena il suo deteriorarsi e l’alterazione delle qualità stesse del nostro olio.

Il mese di Ottobre, periodo della raccolta non si esaurisce qui, vero?
Ottobre, come gli altri mesi, vede attiva la distribuzione dei nostri prodotti freschi alle aziende e al Desco. Quindi c’è la contabilità da fare e altre mille cose. Non mi annoio per niente al podere!

Quanta passione c’è dietro a una scelta di vita come questa?
Senza dubbio molta passione per la terra e per la natura, ma anche l’amore per ritmi che sono differenti da quelli che una volta seguivo; ho sempre preferito lavorare duramente per otto mesi e poi riposare, come succede alla terra d’inverno. È impagabile quel tempo del silenzio, dei tramonti e del pettirosso, una pace che posso godermi appieno, senza fretta alcuna.

poderelacroce

Parlaci dei tuoi ulivi.
Ho quasi 700 alberi seguiti con potature d’allevamento e concimati ogni anno, trattati con la propoli per alzare le loro difese e durante la potatura per cicatrizzare il legno. Noi siamo una piccola ma grande azienda, proprio per questo curiamo particolarmente ogni singolo albero, perché da lui dipende la qualità e la fortuna anche dei nostri fatturati. Sembra antipatico da dire, ma in realtà questo rende virtuoso il nostro ciclo produttivo.

Al podere crescono anche meli, peri, noci e ciliegi.
E molti altri ancora. Alberi di cachi, nespole e albicocche per esempio. Il frutteto si compone di piante autoctone, varietà antiche che abbiamo scelto per la loro memoria genetica – sanno quando germogliare – e per la loro resistenza. Abbiamo puntato inoltre su piante longeve e su una produttività stimata di almeno trent’anni. Amo ciò che dura e amo prendermi cura di loro, come una madre.

Passione, natura e amore per il proprio lavoro, grazie Elena per le tue parole!

Quel che rimane da fare è prenotare un tavolo a Il Desco Bistrot e
scoprire i sapori dei nostri piatti e del nostro olio d’oliva extravergine biologico.

Vi aspettiamo a Firenze!

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